Raccolta acqua piovana in giardino

Raccolta acqua piovana in giardino

raccolta acqua piovana in giardino

I migliori modi per la raccolta dell’acqua piovana

Siamo ormai tutti consapevoli del grave impatto dei cambiamenti climatici sull’ambiente. Per questo in molti si stanno attrezzando per non sprecare un bene prezioso come l’acqua. La soluzione più semplice ed intuitiva per la raccolta dell’acqua piovana ai fini dell’irrigazione consiste nel posizionare un bacino d’acqua a cielo aperto piuttosto capiente. In questo modo sarà possibile recuperare una quantità considerevole di acqua durante l’anno, con grandi benefici per il verde circostante.

 

L’uomo alla ricerca di un equilibrio con l’ambiente

Sin dai tempi più antichi l’uomo si è sempre attivato per modificare la natura circostante attraverso la costruzione di opere più o meno coerenti con il paesaggio. L’equilibrio tra le esigenze dell’ambiente e quelle umane è stato sempre molto precario e negli ultimi secoli si era sicuramente sbilanciato verso i bisogni e a volte i capricci umani. Con il tempo la consapevolezza delle conseguenze delle nostre attività va sempre più diffondendosi tra tutti noi e per questo oggi i bacini d’acqua artificiali sono in forte aumento, segnale di un rinnovato e benefico rispetto verso l’ambiente. La sostenibilità ambientale in fondo non è nient’altro che il tentativo di riequilibrare il rapporto tra uomo e natura.

 

Perché è così importante il recupero dell’acqua piovana

Spesso non ci rendiamo conto della quantità di acqua che impieghiamo quotidianamente per le più svariate finalità. Oltre ai consumi industriali,  infatti ogni giorno si consumano ingenti quantità di acqua in ambito domestico. I sistemi di raccolta e recupero delle acque piovane sono stati progettati per ridurre il consumo idrico e  per consentire il trattamento e il riuso dell’acqua in svariati modi. Che sia per attività agricole essenziali, per la semplice irrigazione delle aree verdi, per il lavaggio dei veicoli, per il funzionamento degli scarichi sanitari o più generalmente per impieghi  in ambito industriale, evitare consumi eccessivi di acqua rimane un dovere morale di tutti noi.

 

Un piccolo contributo con tanti risvolti positivi

Ovviamente, non si sta parlando di quegli enormi laghi artificiali che sono stati creati attraverso la costruzione di dighe in giro per il mondo, ma piuttosto di piccoli bacini, versatili e funzionali anche per piccoli lotti. Infatti, il mercato è stato ormai rifornito di molte soluzioni flessibili, capaci di rispondere alle esigenze più diverse, dalla balneazione al riciclo dell’acqua piovana. Dunque oltre all’installazione di una classica cisterna per acqua piovana esiste la possibilità sempre più apprezzata di realizzare dei bacini di raccolta a cielo aperto, capaci di incrementare significativamente anche il valore di una proprietà. Chiaramente, una simile scelta va sempre effettuata con il supporto di professionisti competenti, in grado di considerare adeguatamente le precipitazioni medie di un sito e di stimare effettivamente le necessità in termini di quantità di acqua piovana.

 

Innovazione e tecnologia a difesa dell’ambiente

I grandi progressi compiuti dall’architettura sostenibile hanno reso possibili tutta una serie di interventi in cui l’acqua piovana viene razionalizzata e distribuita efficientemente anche in un nuovo complesso residenziale. Infatti, grazie all’inserimento di bacini per il recupero delle acque piovane è ora possibile soddisfare i fabbisogni idrici degli abitanti dell’area e sopperire alla mancanza di acqua nei periodi di siccità.
Si tratta di “vasche” aperte, realizzate con apposite geomembrane impermeabili , che sono al tempo stesso sufficientemente molto elastiche. In questo modo riescono ad adattarsi al terreno e alle sue caratteristiche senza bisogno di ulteriori interventi invasivi. I teli impermeabili hanno generalmente grandi dimensioni ed è possibile impermeabilizzare ampie superfici in tempi molto contenuti. Il materiale con cui sono realizzati è progettato per essere resistente ai raggi UV e agli sbalzi di temperatura, così da garantire il massimo della durata.

 

 

Biolaghi o biopiscine?

Con i termini biolaghi e biopiscine si intendono generalmente dei bacini d’acqua dolce (o salata!) artificiali. Queste vasche si distinguono per i loro impianti con sistema eco-salt a bassa salinità (1/1,2 gr/litro di cloruro di sodio), che rendono possibile la balneazione. Il tratto distintivo di questi specchi d’acqua è la loro completa naturalezza, in quanto non viene utilizzata nessuna opera edile in cemento.
Non c’è dunque da stupirsi che queste strutture siano l’ideale per chi vuole creare scenari naturali suggestivi senza arrecare danno alla natura. Questa nuova attenzione per la sostenibilità ha trovato un largo seguito anche in Italia, dove, soprattutto nell’ambito privato, incantevoli strutture come le piscine Rocks Design si sono affermate grazie al loro fascino naturale.
Questi laghi e piscine sono progettati in modo da simulare il naturale ciclo di un lago. La differenza tra un biolago e una biopiscina, quindi, non risiede nel modo in cui viene gestita e mantenuta pulita l’acqua, ma semplicemente nelle dimensioni, nella forma e nell’utilizzo che se ne fa.

 

Vivere una nuova esperienza di natura

In conclusione, anche se l’idea di raccogliere l’acqua piovana nasce come impegno civico al fine di garantire un più oculato uso di questa risorsa basilare per la vita, possiamo cogliere molti benefici per la nostra qualità di vita. Non va sottovalutato nemmeno il fatto che con le tecnologie odierne è anche possibile trasformare una normale piscina in una biopiscina. Così facendo si rinuncia al cloro e alle altre sostanze chimiche, convertendo una vasca ideata in tempi dove il cemento era il dogma, in una composizione in totale armonia con l’ambiente. Sarà così possibile vivere la natura in una dimensione nuova, facendo una esperienza di relax davvero unica nel suo genere.

paolo
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