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Raccolta acqua piovana in giardino

Uno dei sistemi più semplici per la raccolta dell'acqua piovana ai fini dell'irrigazione consiste nel posizionare in giardino un bacino d’acqua a cielo aperto piuttosto capiente.

L’uomo interviene sull’ambiente che lo circonda, modificandolo, con opere che possono essere più o meno integrate nel contesto in cui si trovano. Un esempio interessante è quello dei bacini d’acqua artificiali, in aumento grazie alla maggior diffusione di una visione più sostenibile delle attività umane. Non parliamo chiaramente dei grandissimi laghi artificiali creati con la costruzione di dighe e distribuiti in tutto il mondo, ma piuttosto di piccoli bacini, le cui funzionalità possono essere diverse, dalla balneazione alla raccolta di acqua piovana.

Oltre ai consumi industriali, utilizziamo ogni giorno grandi quantità di acqua in ambito urbano e domestico. I sistemi di raccolta e recupero delle acque piovane hanno proprio lo scopo di ridurre il consumo idrico e permettere di trattare e riutilizzare l’acqua raccolta per attività agricole o per l’irrigazione delle aree verdi, il lavaggio dei veicoli e il funzionamento degli scarichi sanitari o, infine, in ambito industriale.

Oltre all’installazione di serbatoi, da scegliere in base alle precipitazioni medie di un sito e all’effettiva stima di utilizzo di acqua piovana, esiste la possibilità di realizzare dei bacini di raccolta a cielo aperto, da sostituirsi appunto alle classiche cisterne interrate.

Con il diffondersi dell’architettura sostenibile, sono diversi gli interventi in cui, anche in un nuovo complesso residenziale, si sono inseriti dei bacini di raccolta delle acque piovane con lo scopo di soddisfare i fabbisogni idrici degli abitanti dell’area e sopperire alla mancanza di acqua nei periodi di siccità. Si tratta di “vasche” aperte, realizzate con apposite geomembrane, impermeabili ma sufficientemente elastiche per adattarsi al terreno e alle sue caratteristiche. I teli impermeabili hanno generalmente grandi dimensioni ed è possibile impermeabilizzare ampie superfici abbastanza in fretta. Il materiale con cui sono realizzati deve essere resistente ai raggi UV e agli sbalzi di temperatura, per garantire il massimo della durata.


I biolaghi e biopiscine


Con biolaghi e biopiscine si intendono dei bacini d’acqua dolce artificiali, o salata con impianti a sistema eco-salt a bassa salinità (1/1,2 gr/litro di cloruro di sodio), in questo caso anche balneabili. La caratteristica di questi specchi d’acqua è la loro completa naturalezza, in quanto non viene utilizzata nessuna opera edile in cemento. Questi interventi si sposano con uno stile di vita sostenibile e hanno trovato grande sviluppo anche in Italia, soprattutto nell’ambito privato, come le piscine Rocks Design, veri e propri specchi d’acqua scenografici.

Questi laghi e piscine sono progettati in modo da simulare quello che avviene in natura in un lago. La differenza tra un biolago e una biopiscina, quindi, non risiede nel modo in cui viene gestita e mantenuta pulita l’acqua, ma semplicemente nelle dimensioni, nella forma e nell’utilizzo che se ne fa. Anche una normale piscina può essere trasformata in una biopiscina, rinunciando al cloro e alle altre sostanze chimiche che vengono abitualmente utilizzate.




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Rocks Gardens Design è un punto di riferimento per progettazione e costruzione professionale di giardini, parchi e piscine scenografiche. Giardini rocciosi, vialetti in pietra, scale in pietra naturale, viali carrai in pietra, arredo giardino, piscine effetto spiaggia e altre soluzioni verdi caratterizzano lo stile e il design di Rocks Gardens Design.

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