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Una piscina comporta tasse aggiuntive?

Aggiornato il: mar 2


Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra chi ha intenzione di costruire una piscina interrata a casa propria sono i costi derivanti dalle tasse. Oltre a sapere quanto costa materialmente una piscina, infatti, bisogna sapere anche quali sono i costi fiscali che comporterà.

L’argomento è complesso e spesso diventa sorgente di numerose confusioni. Grazie a questo articolo riuscirete ad avere un quadro più chiaro della situazione e pianificare al meglio la costruzione della vostra piscina, in base al vostro budget e a quanto siete disposti a spendere.

IL POSSESSO DI UNA PISCINA COMPORTA DELLE TASSE?

No, avere una piscina, di per sé, non comporta alcuna tassa. Le uniche tasse che derivano direttamente dalla costruzione di una piscina sono in realtà i costi amministrativi dei permessi che vanno preventivamente richiesti ( DIA/SCIA o permesso di costruire, a seconda della situazione).

Una piscina può invece comportare un aumento delle tasse modificando, con la sua presenza, la categoria catastale dell’abitazione, facendola passare alla categoria A/1, Abitazioni di tipo signorile anche dette abitazioni di lusso. La maggior parte delle abitazioni rientra nella categorie da A/2 ad A/7 e può usufruire delle agevolazioni come prima casa ( facendo schizzare l’imposta dal 2% al 9% del valore catastale ), che invece non si possono ottenere se l’abitazione viene passata alla categoria A/1.

QUANDO UNA PISCINA DETERMINA IL PASSAGGIO AD ABITAZIONE DI LUSSO

Le condizioni perché un’abitazione venga classificata come signorile sono chiaramente esposte nel decreto del 2 Agosto 1969 a cura del ministero dei lavori pubblici. Questo elenca una serie di condizioni sufficienti per cui un’abitazione venga considerata di lusso.

All'articolo 4 è chiaramente specificato che condizione sufficiente perché l’abitazione sia considerata di lusso ( categoria catastale A/1 ) è che siano dotate di una piscina di almeno 80 m2. Importante notare che il decreto fa specifico riferimento ad abitazioni unifamiliari. Importante anche notare che una abitazione di lusso non può al contempo rientrare nella categoria A/6, cioè edifici ad uso rurale, anche se ne rispetterebbe le altre specifiche.

Riportiamo il testo dell’articolo:

Articolo 4 – Abitazioni dotate di piscina 80 mq. Le abitazioni unifamiliari dotate di piscina di almeno 80 mq. di superficie o campi da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 mq.

Oltre a questa condizione che da sola è sufficiente per modificare la classificazione catastale facendola passare ad A/1 ve n’è un’altra che, in concorso con altre tre caratteristiche, diventa sufficiente per il passaggio. Il decreto, all'articolo 8, segnala chiaramente che sono da considerarsi abitazioni signorili:

Articolo 8 – Abitazioni che hanno 4 caratteristiche della tabella del presente decreto.

Le case e le singole unita’ immobiliari che abbiano oltre 4 caratteristiche tra quelle della tabella allegata al presente decreto.

La tabella delle caratteristiche è la seguente, il punto di nostro interesse è o), nel quale viene chiaramente indicato come una piscina, di qualunque dimensione ( con “in muratura” è da intendersi genericamente “interrata” ) sia una condizione che, assommata ad altre 3 della lista, comporta il passaggio di classe dell’abitazione.

a) Superficie dell’appartamento:

Superficie utile complessiva superiore a mq 160, esclusi dal computo terrazze e balconi, cantine, soffitte, scale e posto macchine.

b) Terrazze a livello coperte e scoperte e balconi:

Quando la loro superficie utile complessiva supera mq 65 a servizio di una singola unita’ immobiliare urbana.

c) Ascensori:

Quando vi sia più di un ascensore per ogni scala, ogni ascensore in più conta per una caratteristica se la scala serve meno di 7 piani sopraelevati.

d) Scala di servizio:

Quando non sia prescritta da leggi, regolamenti o imposta a necessita’ di prevenzione di infortuni od incendi.

e) Montacarichi o ascensore di servizio:

Quando sono a servizio di meno di 4 piani.

f) Scala principale

1. con pareti rivestite di materiali pregiati per un’altezza superiore a cm 170 di media;

2. con pareti rivestite di materiali lavorati in modo pregiato.

g) Altezza libera netta del piano:

Superiore a m. 3,30 salvo che regolamenti edilizi prevedano altezze minime superiori.

h) Porte di ingresso agli appartamenti da scala interna

1. in legno pregiato o massello;

2. di legno intagliato, scolpito o intarsiato;

3. con decorazioni pregiate sovrapposte od imprese.

i) Infissi interni:

Come alle lettere a), b), c) della caratteristica h) anche se tamburati qualora la loro superficie complessiva superi il 50% (cinquanta per cento) della superficie totale.

l) Pavimenti:

Eseguiti per una superficie complessiva superiore al 50% (cinquanta per cento) della superficie utile totale dell’appartamento:

1. in materiale pregiato;

2. con materiali lavorati in modo pregiato

m) Pareti:

Quando per oltre il 30% (trenta per cento) della loro superficie complessiva siano:

1. eseguite con materiali e lavori pregiati;

2. rivestite di stoffe od altri materiali pregiati.

n) Soffitti:

Se a cassettoni decorati oppure decorati con stucchi tirati sul posto dipinti a mano, escluse le piccole sagome di distacco fra pareti e soffitti.

o) Piscina:

Coperta o scoperta, in muratura, quando sia a servizio di un edificio o di un complesso di edifici comprendenti meno di 15 unità immobiliari.

p) Campo da tennis:

Quando sia a servizio di un edificio o di un complesso di edifici comprendenti meno di 15 unità immobiliari.

In molti articoli online è stata riportata una spiegazione erronea che è importante rettificare. Si dice spesso che la condizione degli 80 m2 non è sufficiente a decretare il cambio di categoria catastale il che apparirà un’interpretazione chiaramente erronea a chiunque voglia dare un’occhiata al decreto in oggetto.

INFLUENZA SULLA RENDITA CATASTALE

La piscina va comunque accatastata, il che andrà inevitabilmente ad influire sulla rendita catastale dell’immobile, andando ad incidere sul conto dell'IMU o delle tasse sulla casa in generale. Questo aumento è comunque contenuto, difficile da determinare in quanto riguarda in buona parte i regolamenti comunali. Nel caso di piscina inferiore agli 80 m2, è considerata vano accessorio indiretto, conta per 1/4 di vano, l’eventuale aggravio catastale sarà molto ridotto.

La classe corretta per accatastare una piscina è la C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro),

DUNQUE TI DEVI PREOCCUPARE DELLE TASSE?

No! Nonostante le tasse siano sempre un argomento preoccupante, le condizioni per le quali potresti ritrovarti con una casa di lusso non sono così facili da realizzare. Innanzitutto una piscina di 80 m2 è piuttosto grande.

Solitamente la dimensione massima per le piscine residenziali è 12 x 6 metri, ovvero 72 m2 e si tratta già di una piscina molto grande per un utilizzo privato. Se invece guardiamo alla seconda condizione, vediamo come è probabile che, se una casa viene considerata di lusso, lo sia anche senza la piscina, in quanto si tratta spesso di caratteristiche di pregio facilmente sommabili tra loro quanto difficilmente definibili.


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